di Tommaso Labate
Tratto da «Il Riformista», 14 dicembre 2006
Cronache dai palazzi della politica in cui è sempre più infuocato il dibattito sulle unioni di fatto. Solo nella giornata di ieri, la parola Pacs è stata evocata decine di volte. «Il governo imploderà su Pacs e pensioni» (Silvio Berlusconi). «Essendo mancata la luna di miele, il governo ora pensa ai Pacs» (Il gruppo dei teodem, parlamentari della Margherita). «Ci opporremo con forza alla legge che il governo si è impegnato a mettere a punto sui Pacs» (Erminia Mazzoni, deputato dell’Udc).
Si potrebbe andare avanti per ore, forse. Ma forse è arrivata l’ora di evidenziare che la «S» dell’acronimo Pacs (Patti civili di solidarietà) è alla base di privilegi di cui godono – insieme ai loro onorevoli colleghi – anche Silvio Berlusconi, i teodem della Margherita e pure Erminia Mazzoni.
Si chiama infatti «Fondo di solidarietà fra gli onorevoli deputati» (al Senato c’è quella «fra gli onorevoli senatori»). Ed è la cassa che si occupa (continua…)