Angolo onirico

16 Dicembre 2006

Una timida domanda: sarebbe possibile estendere ai cittadini i PACS dei parlamentari?

Archiviato in: Politica — melquiadesthegypsy @ 5:16 pm

di Antonio Venier

Tratto da «Contrappunti»

In un Paese in cui i Papa-boys e gli Atei devoti non perdono occasione per scagliarsi contro “la deriva zapaterista” e si segnano quando sentono parlare dei Pacs tra conviventi, fa scalpore apprendere che i conviventi dei senatori e dei deputati possono fruire dell’assistenza sanitaria integrativa di cui beneficiano i loro compagni parlamentari. Sono sufficienti una dichiarazione del parlamentare e tre anni di convivenza. Requisito, quest’ultimo, che non viene però richiesto se sono nati dei figli.

Questo riconoscimento – peraltro giustissimo, e ammesso anche dalle regole sull’assistenza sanitaria di altre categorie come ad esempio i giornalisti – fa a pugni con la contrarietà espressa della maggioranza degli stessi parlamentari a riconoscere analoghi diritti ai cittadini qualunque.

Le coppie italiane non sposate chiedono il riconoscimento di diritti, almeno quelli basilari, che spettano alle coppie sposate, ma si scontrano con un no deciso della maggioranza parlamentare. E’ la stessa Italia – lamentava nei giorni scorsi una lettrice del quotidiano “La Repubblica” – “che, per esempio, ha negato alla signora Adele Parrillo, compagna non sposata di uno dei 18 carabinieri uccisi a Nassiriya da un attacco kamikaze, il risarcimento che spetta ai familiari delle altre vittime. E’ la stessa Italia che nega a milioni di persone il diritto di assentarsi dal lavoro per assistere il partner che si è ammalato gravemente, oppure di continuare a vivere nell’appartamento del convivente deceduto senza il permesso dei parenti più prossimi”. La stessa Italia e lo stesso Parlamento che – a maggior ragione - continuano a negare a chi ha convissuto una vita il diritto alla pensione di reversibilità del compagno defunto.

A questo punto gli ultrà cattolici che pullulano nel Parlamento dovrebbero scegliere se abolire il beneficio di cui molti illustri loro colleghi di tutti gli schieramenti riescono a fruire oppure estenderlo alle coppie conviventi dei loro elettori. Un minimo di coerenza. Non sembra di chiedere troppo.

14 Commenti »

  1. Che c’entrano i cattolici? Il matrimonio che dà i diritti di cui parla Venier è il matrimonio civile, non quello cattolico. La vera responsabilità è dell’uomo che decide di non sposare la propria convivente, pur sapendo che quest’ultima andrebbe incontro a grandissimi problemi una volta che lui morisse. Dato che le regole del gioco, per ora, sono queste, un simile comportamento dimostra scarsissimo amore, poco rispetto, nessun senso di responsabilità.

    Commento di salvomenza — 17 Dicembre 2006 @ 7:43 pm

  2. I cattolici c’entrano, perché sono quelli che prima certe certe regole per sé stessi e poi, quando si tratta di estenderle ad altre persone, dicono che è immorale godere di questi diritti. Delle due l’una: o sono immorali loro stessi, e quindi non si capisce cosa aspettano ad abolire le regole che si sono dati sulle convivenze; oppure sono degli ipocriti, e siamo (come sempre in Italia, del resto) al solito caso in cui il bue dà del cornuto all’asino.

    Ovviamente stiamo parlando dei PARLAMENTARI cattolici, non dei CITTADINI ITALIANI cattolici, che, in un recente sondaggio, hanno dichiarato essere per la maggior parte a favore dell’applicazione di questi diritti. In altre parole, i cittadini italiani sono molto più avanti dei loro stessi rappresentanti.

    Chiedo scusa per l’utilizzo del maiuscolo: so che in questo modo il mio intervento possa sembrare sgarbato, ma non ho trovato né il grassetto né il sottolineato, quindi…

    Commento di melquiadesthegypsy — 17 Dicembre 2006 @ 8:10 pm

  3. Rileggendo il tuo commento ho notato una cosa a cui all’inizio non avevo fatto caso. Tu dici “La vera responsabilità è dell’uomo che decide di non sposare la propria convivente”. Ma così tu dai per scontato che sia l’uomo a decidere se sposarsi o no, e che la donna sia una specie di oggetto che si trova lì ad aspettarlo, pronta a dire di sì, come se non aspettasse altro nella sua vita.

    Mi ricorda la nostra discussione sull’aborto in cui sostenevi che la donna voleva solo sentirsi dire di tenere il bambino. Insomma, sembri considerare la donna come una persona che vuole a tutti i costi farsi una famiglia di tipo “tradizionale italiano”, senza che si faccia distrarre da nient’altro.

    Commento di melquiadesthegypsy — 21 Dicembre 2006 @ 1:32 pm

  4. Era un esempio. Secondo me il meno marcato (quante famiglie conosci in cui a lavorare è solo la donna?). Togliendo le etichette di genere, la vera responsabilità è del partner che muore, che aveva deciso di non sposare il proprio partner. Sapeva bene che alla sua morte il partner avrebbe dovuto affrontare grandi problemi (economici, con la famiglia ecc.). E allora perché non ha voluto sposarsi?

    Quanto alla discussione sull’aborto, io credo che una donna possa avere molti progetti nella vita, ma che se rimane incinta (desiderandolo o no), la gravidanza deve avere, anzi ha, priorità su ogni altra cosa. Ma questa è un’altra discussione. Io non credo di ridurre, con le mie riflessioni, la dignità della donna, ma, al contrario, di esaltarla.

    Commento di salvomenza — 23 Dicembre 2006 @ 12:09 pm

  5. Ok, ho trovato il punto di discordanza: la dignità della donna. Semplificando: per te la donna acquista la sua dignità nella famiglia, per me al di fuori. Sempre rimanendo in ambito di aborto, tu parli di priorità massima della gravidanza. Ma se per la donna non ci fosse questa priorità (come, del resto, può capitare)? Ecco l’altra differenza: per te c’è questa priorità assoluta, per me la priorità può deciderla solo la donna (per questo ti dissi della responsabilità della donna, con l’uomo che deve farsi da parte e vivere la scelta assieme alla propria donna, qualunque essa sia).

    Ripensando alla coppia di fatto, biologicamente chi muore prima dovrebbe essere l’uomo, visto che ha un’età media più breve, quindi, in effetti, se assumiamo che la responsabilità è di chi muore prima, la responsabilità è dell’uomo. Comunque resta il fatto che i parlamentari ce l’hanno, ma a noi poveri cittadini comuni non ce lo vogliono dare! Ed è questa la cosa più grave quella che fa venire veramente voglia di mettere le bombe al Parlamento (ovviamente parlo per me, ma resta comunque la gravità della situazione). Riguardo alle motivazioni sulla non scelta del matrimonio, chiederò a mio zio, che convive, ma credo di non sbagliare tanto dicendo che possono influire vicende come il divorzio dei genitori, non credi?

    Tralasciando il fatto delle adozioni, che mi sembra scontato non debbano essere concesse, vista la natura provvisoria del patto, aggiungo uno spunto di riflessione. E se il pacs se lo volessero fare - che so - due pensionati che per risparmiare hanno deciso di vivere in affitto nello stesso appartamento?

    Commento di melquiadesthegypsy — 23 Dicembre 2006 @ 5:29 pm

  6. Certo, i parlamentari l’hanno fatta sporca. Il loro è, credo, un atto anticostituzionale. Tutti i cittadini devono godere degli stessi diritti. Si può derogare a questo principio soltanto nel caso che lo specifico diritto (non condiviso da tutti) sia indispensabile ad una determinata categoria per svolgere il proprio ufficio, ed è chiaro che i parlamentari non rientrano nella fattispecie in questo caso.

    Chiedere a tuo zio è una bella idea.

    Quanto alla dignità della donna, io non ho detto (o non volevo dire) che la donna acquista dignità solo nella famiglia e nella maternità. Perché questa dicotomia dentro-fuori? Potrei rigirarti la domanda (vorrei dire l’accusa) e chiederti: secondo te, la donna, quando è a casa, è priva di dignità?
    La questione che io ti ponevo, in realtà, era un’altra. Per me l’aborto è un omicidio, e quindi il discorso della dignità perde senso. Dov’è la dignità di una donna che è diventata un importante dirigente, ma per riuscirci abbia ucciso un figlio? (diverso è il discorso se è convinta che l’aborto non sia un omicidio).

    Piccola nota sullo stile: la tua risposta del 17 dicembre era splendida (”delle due l’una” è una chicca).

    Commento di salvomenza — 23 Dicembre 2006 @ 7:26 pm

  7. P.S. ci sono delle skin migliori di questa (Contempt) per la visualizzazione dei commenti (ad es. con caratteri un po’ più grandi… ;)

    Commento di salvomenza — 23 Dicembre 2006 @ 7:28 pm

  8. Per il discorso sulla dignità della donna, ho semplificato, sennò veniva un post lungo tre pagine. Quello che intendo dire è che (vediamo se ci riesco col linguaggio fisico-matematico), a parità di persona e di “accidenti” vari, la dignità aumenta di più incrementando la quota della famiglia (per te), mentre per me incrementando la quota esterna alla famiglia.

    Per te: D tot = k * D fam + D est + acc + pers
    Per me: D tot = D fam + k * D est + acc + pers

    Come vedi non c’è dicotomia.

    Lo stile: il “delle due l’una” l’ho sentito spesso ultimamente in televisione, che ormai guardo più per cogliere da quelle poche persone competenti rimaste queste sfumature che per informarmi.

    PS ora cerco qualche altra skin

    Commento di melquiadesthegypsy — 24 Dicembre 2006 @ 3:34 pm

  9. Io, in realtà, volevo dire:
    D tot = D fam * D est
    In questo caso se uno dei due è vicino a zero, porta verso lo zero l’intera espressione.

    Commento di salvomenza — 26 Dicembre 2006 @ 3:19 pm

  10. Bastaaaaaaa con questi DICO. Diritti per tutti,sposati,accompagnati,conviventi ecc. ecc. In questo paese del menga si parla ormai solo di buco del c..o.. Vogliono attaccare a diritti sacrosanti delle persone quello scimiottamento della coppia naturale che è quella omo. Libertà tra adulti consenzienti di fare ciò che si vuole ma basta travestiti,drag queen,checchette che pontificano ogni giorno su tutti i media. Il buco del c..o non è stato approntato da madre natura per fare del sesso.Poi che ciascuno nel suo privato faccio ciò che vuole.

    Commento di paolo bartoli — 10 Marzo 2007 @ 2:29 pm

  11. Chiaro esempio di come la bigottagine vada di pari passo con l’ignoranza: “Poi che ciascuno nel suo privato faccio ciò che vuole”…

    Commento di melquiadesthegypsy — 10 Marzo 2007 @ 3:51 pm

  12. Guarda,persona semplice, che di bigotti qui ci sei tu. Io sono anticlericale e favorevole alla libertà totale dei costumi sessuali tra adulti. Poi come opinione ,ma la tengo per me, penso che l’omosessualità sia un problema di identità sessuale, ma non pretendo certo di avere la verità in tasca nè di giudicare chi è diverso da me. Mi sono semplicemente rotto gli zebedei di questa martellante campagna della comunità omosessuale di questa continua invasione sui media a parlare di buco del c..o e di problemi che dovrebbero rimanere nella sfera individuale e personale. I problemi dei gay monopolizzano l’informazione e interessano l’1% della gente. Parliamo piuttosto di problemi della famiglia,di adozioni difficili e di convivenza tra eterosessuali.E qui la chiudo.

    Commento di paolo bartoli — 11 Marzo 2007 @ 12:27 pm

  13. L’1%? Ma lo sai quanti si stima siano gli omosessuali e i bisessuali? Il 10%! Considerato che in Italia siamo un po’ meno di 60′000′000 di persone, fanno all’incirca 6′000′000 di persone: più della Sicilia. E poi, che dici, qualche coppia eterossessuale convivente non ce la mettiamo? E quelli che si interessano alla faccenda perché sono convinti che la conquista di certi diritti sia un passo avanti per tutta la società non li mettiamo nel conto?

    Insomma, non ci vuole una medaglia Fields per capire che non stiamo parlando di quattro gatti, o di quel ridicolo 1% a cui accennavi. Se esiste un problema che riguarda tutte queste persone, è importante risolverlo, altrimenti si creano nel Paese delle fratture che ne frenano lo sviluppo.

    Ma, comunque sia, non è questo il problema sollevato dall’articolo: il problema è l’ipocrisia dei politici, che si arrogano dei diritti, diritti che poi non vogliono riconoscere a quei cittadini che li hanno eletti e che li pagano coi propri soldi.

    Commento di melquiadesthegypsy — 11 Marzo 2007 @ 6:44 pm

  14. io sono nuova e sto nel mezzo, penso che sia vero che i media siano invasi da personaggi grotteschi che monopolizzano l’opinione pubblica con la richiesta urlata di vedere riconosciuti i propri diritti.Penso che sia giusto dare delle garanzie a qualunque tipo di nucleo familiare ma penso anche che ci siano dei problemi ben più gravi ( vedi pedofilia, fame nel terzo mondo, vendita di organi, violenze di ogni tipo e malattia)che non vengono mai urlati con la stessa violenza, con la stessa indignazione…Tutto questo perchè non fanno odience, perchè sono scomodi, forse perchè annoiano..Riflettiamo

    Commento di fatina — 5 Aprile 2007 @ 2:39 pm

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.