È solo un’impressione, ma sono sicuro che sia più che fondata. Chiamatelo intuito, chiamatela dietrologia, chiamatela come volete, ma tra poco lo chiameranno. E sarà il salvatore della Patria.
Certo, dipende da quale sarà la Patria: Unicredit, Alitalia, Tirrenia? Fate un po’ voi. Ma nel frattempo fate anche attenzione a questo nome: Matteo Arpe, il ragazzo prodigio della finanza italiana.
Laurea in Bocconi, viene subito assunto in Mediobanca, nel 2000 è in Lehman Brothers – quella che è fallita, esatto, ma lui non c’entra niente – come responsabile europeo dell’area Strategic Equity, dal 2001 è in Banca di Roma (gruppo Capitalia). Nel 2002 diventa direttore generale di Capitalia e l’anno dopo, a 39 anni, amministratore delegato. Dopo una guerra interna a Capitalia contro Geronzi (condannato in primo grado per corruzione, favorevole all’epoca alla fusione con Unicredito Italiano), è costretto a dimettersi dal gruppo. Adesso gestisce Sator, una società che si occupa di immobiliare e di gestione di portafogli.
Per ulteriori informazioni, ecco qua una bella intervista della Gabanelli (quella di Report, per intenderci).