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	<title>Angolo onirico</title>
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	<description>Perché il libero pensiero è il pensiero vero</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 20:21:42 +0000</pubDate>
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		<title>Quale governo?</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 20:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando il Governo Prodi è caduto, diversi accessi a questo blog sono dovuti a ricerche su internet riguardanti i governi tecnici o istituzionali. Da qui l’idea di rendermi utile tentando di fare un po’ di chiarezza su questi termini, spiegando chi dovrebbe formare questi tipi di governo.
Iniziamo dicendo che i governi “di transizione” - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Da quando il Governo Prodi è caduto, diversi accessi a questo blog sono dovuti a ricerche su internet riguardanti i governi tecnici o istituzionali. Da qui l’idea di rendermi utile tentando di fare un po’ di chiarezza su questi termini, spiegando chi dovrebbe formare questi tipi di governo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Iniziamo dicendo che i governi “di transizione” - che servono, cioè, a portare a termine la legislatura - hanno lo scopo di risolvere i problemi di governabilità che si presentano dopo le elezioni o anche a legislatura già iniziata. Possono essere di tre tipi (o, almeno, io ne conosco solo tre): tecnico, istituzionale o di larghe intese. I primi due, se non sbaglio, possono essere detti “governi del Presidente”, perché rispondono del loro operato al Presidente della Repubblica, non essendo espressione di elezioni politiche. La dicitura “governo di responsabilità nazionale”, invece, non so cosa indichi di preciso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Iniziamo dal primo, il governo tecnico: è un governo in cui il Presidente del Consiglio e gran parte dei suoi ministri non appartengono a partiti politici, al contrario sono scelti esclusivamente per le loro competenze. Finora l’unico governo tecnico della storia repubblicana è stato quello presieduto da Lamberto Dini dal ’95 al ’96.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Il governo istituzionale, invece, è un governo il cui Presidente ricopriva, prima dell’incarico, un’altra carica istituzionale. In genere è il Presidente del Senato o il Presidente della Camera (rispettivamente seconda e terza carica dello Stato), ma credo sia possibile che l’incarico lo riceva anche il Presidente della Corte Costituzionale (quinta carica dello Stato) o, che so, il Presidente del Consiglio di Stato o il Presidente della Corte dei Conti. Tra l’altro, il Governatore della Banca d’Italia è considerata carica dello Stato, quindi non so dire se il Governo Ciampi (dal ’93 al ’94) sia da considerare tecnico (per le sue competenze in campo economico – finanziario) o istituzionale (per il ruolo che ricopriva prima di diventare Presidente). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Il governo di larghe intese, infine, è un governo in cui i partiti, visti i risultati delle elezioni politiche, decidono di formare un governo con membri di tutti gli schieramenti politici. Credo che i primi tre governi di De Gasperi possano essere definiti di larghe intese, ma comunque l’esempio che abbiamo tutti sott’occhio è il governo di Angela Merkel.</span></p>
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		<title>L&#8217;onorevole ha il suo Pacs e lo chiama &#8220;solidarietà&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 10:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tommaso Labate
Tratto da «Il Riformista», 14 dicembre 2006
Cronache dai palazzi della politica in cui è sempre più infuocato il dibattito sulle unioni di fatto. Solo nella giornata di ieri, la parola Pacs è stata evocata decine di volte. «Il governo imploderà su Pacs e pensioni» (Silvio Berlusconi). «Essendo mancata la luna di miele, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">di Tommaso Labate</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><strong><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Tratto da «Il Riformista», 14 dicembre 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Cronache dai palazzi della politica in cui è sempre più infuocato il dibattito sulle unioni di fatto. Solo nella giornata di ieri, la parola Pacs è stata evocata decine di volte. «Il governo imploderà su Pacs e pensioni» (Silvio Berlusconi). «Essendo mancata la luna di miele, il governo ora pensa ai Pacs» (Il gruppo dei teodem, parlamentari della Margherita). «Ci opporremo con forza alla legge che il governo si è impegnato a mettere a punto sui Pacs» (Erminia Mazzoni, deputato dell’Udc).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Si potrebbe andare avanti per ore, forse. Ma forse è arrivata l’ora di evidenziare che la «S» dell’acronimo Pacs (Patti civili di solidarietà) è alla base di privilegi di cui godono – insieme ai loro onorevoli colleghi – anche Silvio Berlusconi, i teodem della Margherita e pure Erminia Mazzoni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Si chiama infatti «Fondo di solidarietà fra gli onorevoli deputati» (al Senato c’è quella «fra gli onorevoli senatori»). Ed è la cassa che si occupa </span><span id="more-23"></span><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">del «vitalizio» e dell’«assistenza sanitaria integrativa» degli inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama. Funziona in maniera semplicissima anche perché non è regolata né da una legge dello stato, né dal regolamento di Montecitorio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Il Fondo di solidarietà è stato «inaugurato» nel 1990, con una delibera dell’Ufficio di Presidenza della Camera. Le regole che disciplinano l’assistenza sanitaria parlano chiaro: i servigi (o privilegi, fate voi) sono estendibili ai conviventi <em>more uxorio</em> (che termine orrendo) dello stesso sesso e agli eventuali figli avuti dai parlamentari fuori dal matrimonio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Accedere al Fondo di solidarietà è facile facile: nei primi giorni di legislatura, il parlamentare – contestualmente allo scatto della foto di rito – compila un apposito modulo, in cui può indicare nomi e cognomi di conviventi ed eventuali figli a carico: a questi verrà poi estesa l’assistenza sanitaria gratuita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Diverso il discorso sul fronte previdenziale: il «vitalizio» erogato dal Fondo di solidarietà fra gli onorevoli deputati, nel caso di coppia di fatto, non è reversibile. Traduzione: la pensione del parlamentare può essere «ereditata» solo dalla moglie e dai figli. Pardon: parlare di pensione è forse poco corretto da quando, nel luglio del 1994, il celeberrimo vitalizio dei parlamentari finì nel mirino della Corte Costituzionale. Con la sentenza 289/94, la suprema Corte - per chiudere un contenzioso derivato dai ricorsi presentati da molti pensionati “normali” contro un «ingiustificato privilegio tributario» – dichiarò infatti incostituzionale l’articolo 2 della legge 154/1983, grazie alla quale l’Irpef incideva solo sul 60 per cento degli assegni vitalizi percepiti dagli ex parlamentari. La stessa sentenza precisava tuttavia che tra pensione ordinaria derivante da «impiego pubblico» e assegno vitalizio derivante da indennità di carica per «mandato pubblico» non esiste alcuna affinità, «né di natura, né di regime giuridico».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Le tutele, per le coppie di fatto dei parlamentari, non mancano. Così come non mancano per quelle dei giornalisti. In quest’ultima categoria è stato fatto «un passo in più» sul piano della tutela dei diritti individuali. Il merito è di Mario Furtunato, all’epoca giornalista dell’<em>Espresso</em>, che nel 1996 rivolse un appello alla Casagit (la cassa autonoma di assistenza dei giornalisti italiani) affinché estendesse al proprio convivente omosessuale i benefici assistenziali che già riconosceva ai conviventi etero. Lo scrittore e giornalista vinse la sua battaglia: il 19 febbraio 1997, con un voto all’unanimità (ma ci fu anche un astenuto), il consiglio di amministrazione della Casagit decise di estendere «le prestazioni in materia di assistenza sanitaria al convivente more uxorio dell’iscritto, anche se dello stesso sesso».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">All’estensione “a tutti” dei diritti di cui godono parlamentari e giornalisti fa riferimento anche la bozza di ddl sulle unioni di fatto che Stefano Ceccanti ha elaborato per conto di Barbara Pollastrini. «Di questi diritti – ha ricordato il costituzionalista alla <em>Stampa</em> – i parlamentari godono senza che siano state sollevate obiezioni. A parte Pier Ferdinando Casini, che a suo tempo annunciò che vi avrebbe rinunciato. Ma nessuno ha posto il problema di eliminare quei diritti. Nemmeno chi, come Casini, è stato presidente della Camera».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana;">Passi pure per Casini, che afferma di aver rinunciato. Ma che dire dei parlamentari anti-Pacs che usufruiscono, o possono usufruire, dei privilegi del «Fondo»? Una cosa è certa: in Parlamento la «solidarietà» non manca. È la coerenza che più d’uno sembra aver dimenticato.</span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Una timida domanda: sarebbe possibile estendere ai cittadini i PACS dei parlamentari?</title>
		<link>http://melquiadesthegypsy.wordpress.com/2006/12/16/22/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 16:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Venier
Tratto da «Contrappunti»
In un Paese in cui i Papa-boys e gli Atei devoti non perdono occasione per scagliarsi contro &#8220;la deriva zapaterista&#8221; e si segnano quando sentono parlare dei Pacs tra conviventi, fa scalpore apprendere che i conviventi dei senatori e dei deputati possono fruire dell’assistenza sanitaria integrativa di cui beneficiano i loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><em><span style="font-family:Verdana;">di Antonio Venier</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:9pt;"><strong><span style="font-family:Verdana;">Tratto da <a href="http://www.contrappunti.info/ma/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=57&amp;Itemid=61">«Contrappunti»</a></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">In un Paese in cui i Papa-boys e gli Atei devoti non perdono occasione per scagliarsi contro &#8220;la deriva zapaterista&#8221; e si segnano quando sentono parlare dei Pacs tra conviventi, fa scalpore apprendere che i conviventi dei senatori e dei deputati possono fruire dell’assistenza sanitaria integrativa di cui beneficiano i loro compagni parlamentari. Sono sufficienti una dichiarazione del parlamentare e tre anni di convivenza. Requisito, quest’ultimo, che non viene però richiesto se sono nati dei figli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Questo riconoscimento – peraltro giustissimo, e ammesso anche dalle regole sull’assistenza sanitaria di altre categorie come ad esempio i giornalisti – fa a pugni con </span><span style="font-family:Verdana;">la contrarietà espressa della maggioranza degli stessi parlamentari a riconoscere analoghi diritti ai cittadini qualunque. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Le coppie italiane non sposate chiedono il riconoscimento di diritti, almeno quelli basilari, che spettano alle coppie sposate, ma si scontrano </span><span id="more-22"></span><span style="font-family:Verdana;">con un no deciso della maggioranza parlamentare. E’ la stessa Italia – lamentava nei giorni scorsi una lettrice del quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221; – &#8220;che, per esempio, ha negato alla signora Adele Parrillo, compagna non sposata di uno dei 18 carabinieri uccisi a Nassiriya da un attacco kamikaze, il risarcimento che spetta ai familiari delle altre vittime. E’ la stessa Italia che nega a milioni di persone il diritto di assentarsi dal lavoro per assistere il partner che si è ammalato gravemente, oppure di continuare a vivere nell’appartamento del convivente deceduto senza il permesso dei parenti più prossimi&#8221;. La stessa Italia e lo stesso Parlamento che – a maggior ragione - continuano a negare a chi ha convissuto una vita il diritto alla pensione di reversibilità del compagno defunto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">A questo punto gli ultrà cattolici che pullulano nel Parlamento dovrebbero scegliere se abolire il beneficio di cui molti illustri loro colleghi di tutti gli schieramenti riescono a fruire oppure estenderlo alle coppie conviventi dei loro elettori. Un minimo di coerenza. Non sembra di chiedere troppo.</span></p>
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		<item>
		<title>La forma di governo</title>
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		<comments>http://melquiadesthegypsy.wordpress.com/2006/12/15/la-forma-di-governo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 17:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine gerontocrazia letteralmente vuol dire ‘potere degli anziani’. Viene utilizzato per indicare l’età media molto avanzata degli uomini politici, e l’Italia viene spesso additata come una gerontocrazia proprio a causa di questo fatto. Ma vediamo più in dettaglio a cosa ci si riferisce esattamente:
·        l’attuale governo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Il termine <u>gerontocrazia</u> letteralmente vuol dire ‘potere degli anziani’. Viene utilizzato per indicare l’età media molto avanzata degli uomini politici, e l’Italia viene spesso additata come una gerontocrazia proprio a causa di questo fatto. Ma vediamo più in dettaglio a cosa ci si riferisce esattamente:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">l’attuale governo è presieduto da Romano Prodi, 67 anni, succeduto a Silvio Berlusconi, 70 anni, tuttora capo dell’opposizione, che al suo insediamento di anni ne aveva 64;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">in caso di crisi di governo, è stata formulata l’ipotesi di dare vita ad un governo tecnico presieduto da Lamberto Dini, 75 anni, già Presidente di un altro governo tecnico (successivo ad un precedente governo di Berlusconi) all’età di 64 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">il suo nome è stato, inoltre, inserito in una lista di candidati del centrodestra per la Presidenza della Repubblica, assieme a quello di Giuliano Amato, 68 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">a seguito delle votazioni è stato poi eletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, 81 anni, succeduto a Carlo Azeglio Ciampi, 85 anni, che aveva iniziato il suo mandato a 78 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">il Presidente della Camera, inoltre, è Fausto Bertinotti, 66 anni,;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Passando al Senato, la Camera Alta (che di alta, a quanto pare, ha solo l’età dei suoi membri),</span><span id="more-21"></span><span style="font-family:Verdana;"> si possono poi apprezzare degli spettacoli unici nel loro genere.</span><span style="font-family:Verdana;"> Durante le votazioni per l’elezione del Presidente del Senato, infatti, è necessario nominare un presidente provvisorio, di norma il più anziano:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">l’avente diritto a ricoprire questa carica sarebbe stata Rita Levi-Montalcini, 97 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">avendo rinunciato, è stato nominato presidente provvisorio Oscar Luigi Scalfaro, 88 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">è stato eletto Presidente del Senato Franco Marini, 73 anni, ma il candidato del centrodestra per questa carica era Giulio Andreotti, 87 anni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">A parte il fatto che appare evidente come tutti i politici elencati siano già in età pensionabile da più di qualche anno (sia secondo l’attuale legislazione, sia secondo la riforma Maroni, sia secondo qualsiasi riforma prossima a venire). A parte questo, insomma, la situazione italiana è ancora più desolante se confrontata con quella di altri Paesi:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">negli Stati Uniti, Gorge W. Bush, 60 anni, è stato eletto al suo primo mandato all’età di 54 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">è succeduto a Bill Clinton, 60 anni, che alla fine del suo secondo mandato di anni ne aveva 54, e all’inizio del primo 46;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">in Inghilterra, Tony Blair, 53 anni, ha dato inizio al suo primo mandato all’età di 44 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">in Spagna, il José Luis Rodríguez Zapatero, 46 anni, è stato eletto Presidente del Consiglio all’età di 44 anni;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Verdana;">è succeduto a José María Aznar, 53 anni, che alla fine del suo primo mandato aveva 51 anni, e all’inizio del primo 43.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Verdana;">Da questo confronto, insomma, appare chiaro come il termine <u>gerontocrazia</u> sia addirittura poco adatto, ricalcando solo parzialmente la realtà italiana. L’impressione, infatti, è che, più che trovarsi di fronte a dei politici italiani, ci si trovi in un reparto di <u>geriatria</u>.</span></p>
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		<title>Pesca miracolosa</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 10:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

		<category><![CDATA[Sprechi]]></category>

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		<description><![CDATA[ di A. Mo.
Tratto da «L&#8217;Espresso», 17 novembre 2006, p. 20
Per riuscire nel miracolo di moltiplicare i pesci, la Regione siciliana sta intanto moltiplicando i consorzi per il ripopolamento ittico. Fino all&#8217;anno scorso ne esistevano solamente tre: i primi due nati nel lontano 1976, il terzo nel 1997. Finché, nel 2005, al governo presieduto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> <em>di A. Mo.</em></p>
<p><strong>Tratto da </strong><strong>«L&#8217;Espresso</strong><strong>», 17 novembre 2006, p. 20</strong><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p>Per riuscire nel miracolo di moltiplicare i pesci, la Regione siciliana sta intanto moltiplicando i consorzi per il ripopolamento ittico. Fino all&#8217;anno scorso ne esistevano solamente tre: i primi due nati nel lontano 1976, il terzo nel 1997. Finché, nel 2005, al governo presieduto da Totò Cuffaro (Udc) non è venuto improvvisamente un colpo di genio: consentire l&#8217;adesione ai consorzi non solo ai comuni costieri, ma anche a quelli dell&#8217;entroterra. Risultato: in pochi mesi ne sono stati costituiti altri sette. I nuovi consorzi sono scatole vuote, senza neppure uffici propri. Al momento hanno a disposizione giusto una scrivania e un telefono e vengono ospitati alla meglio presso l&#8217;assessorato regionale alla Pesca. In compenso, sono stati nominati, con tanto di indenità, i relativi commissari straordinari. Anzi, sono stati nominati due volte: una prima volta a marzo, una seconda a settembre, quando in gran parte sono stati sostituiti. Tra le eccezioni, tra coloro che hanno resistito sulla poltrona, spicca quella di Silvio Marcello Cuffaro, guarda caso fratello del governatore Totò, riconfermato alla guida del consorzio di ripopolamento ittico Agrigento 1. I pesci, come l&#8217;intendenza, seguiranno.</p>
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		<title>Prologo - La Dannazione</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Nov 2006 20:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sshamath]]></category>

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		<description><![CDATA[Scena II – La Fuga (Il Sangue)
 
I suoi tentacoli smettono finalmente di agitarsi: è morto. L’hai ucciso. Sei libero. I suoi occhi bianchi e vitrei ti fissano. Ricambi lo sguardo. Ti accorgi di avere il fiatone. Non è stato facile. Hai dovuto resistere ai suoi attacchi psichici, oltre che a quelli magici. Hai dovuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Verdana;">Scena II – La Fuga (Il Sangue)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">I suoi tentacoli smettono finalmente di agitarsi: è morto. L’hai ucciso. Sei libero. I suoi occhi bianchi e vitrei ti fissano. Ricambi lo sguardo. Ti accorgi di avere il fiatone. Non è stato facile. Hai dovuto resistere ai suoi attacchi psichici, oltre che a quelli magici. Hai dovuto fare il più in fretta possibile. E il più silenziosamente possibile. O sarebbe accorso qualcuno. Un altro illithid, magari. E due sono decisamente troppi per te. Come per chiunque, del resto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ora riposati. Rilassati. Adesso viene la parte più difficile. Dovrai fuggire. Dalla città. Dal Sottosuolo. Dovrai rifugiarti. Da qualche parte. In Superficie. E i drow non sono ben visti dalle razze di superficie. Ma anche lassù alberga il male. Basta cercarlo. Non tarderai a renderti utile, le tue abilità sono variegate. Sei un drow, dopotutto. Con un addestramento da esploratore. Le conoscenze di un torturatore. Sei stato uno schiavo tuttofare. Sei uno stregone. Hai dei poteri psichici. E tutto grazie alla prigionia presso gli illithid. E ai loro esperimenti su di te. Sono stati loro stessi a fornirti i mezzi per liberarti. Che strano paradosso, pensi con un mezzo sorriso amaro. Non hai avuto una bella vita. Ma sai che non potrà esserci niente di peggio. Una volta temevi le pene della dea Lolth. Adesso riuscirebbero solo a strapparti qualche risata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Hai ancora il tuo pugnale insanguinato in mano. Un kukri, l’hai rubato agli illithid. La sua forma particolare fa gocciolare il sangue del mind flayer in due punti diversi, formando due polle di sangue. Rimani come incantato a guardare il sangue che da una si riversa lentamente nell&#8217;altra. Sono belle, ti ritrovi a pensare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Hai deciso cosa farai in superficie. Adesso sei pronto.</span><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
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		<title>Prologo - La Dannazione</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Nov 2006 15:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sshamath]]></category>

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		<description><![CDATA[Scena I – L’Assalto (La Paura)
 
5 cm di legno: ecco l’unica cosa di cui puoi fidarti adesso. Hai ucciso tua sorella per questi 5 cm. E la dea Lolth non permette ad un maschio di uccidere una femmina. Speri di sopravvivere all’assalto. Ma sai anche quello che ti aspetta se sopravviverai.
Urla. Colpi. Pianti. Risate. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Verdana;">Scena I – L’Assalto (La Paura)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">5 cm di legno: ecco l’unica cosa di cui puoi fidarti adesso. Hai ucciso tua sorella per questi 5 cm. E la dea Lolth non permette ad un maschio di uccidere una femmina. Speri di sopravvivere all’assalto. Ma sai anche quello che ti aspetta se sopravviverai.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Urla. Colpi. Pianti. Risate. Interrompono i tuoi pensieri. Sai che gli illithid odiano i drow. E sai che difficilmente fanno prigionieri. Ma sai anche cosa fanno ai pochi schiavi che catturano. Tutti conoscono la storia dei nani duergar. E pochi vogliono viverla. Nessuno vuole viverla.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ti guardi le mani, ancora sporche del sangue di drow. Ti guardi intorno. Lo spazio è poco, non puoi muoverti. Inizi a stancarti della tua posizione, ma sai che non è saggio uscire con i mind flayer in giro. Non ti resta che aspettare. E sperare che tu possa sopravvivere. Che tutto finisca il più presto possibile. Che non subirai la punizione delle Sacerdotesse per il tuo crimine.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Passi. Lenti. Che si avvicinano. Smettono per un istante. Senti qualcosa, è nella tua testa. Dentro la tua testa. Ma non capisci cosa sia. Passi. Più veloci. Si avvicinano. Una scarica. La botola che salta via. E tu non puoi muoverti. Forse è la stanchezza. Forse è la paura. Forse è qualcos’altro. Tutto ciò che vedi è un viso vagamente umanoide. Dove dovrebbe esserci la bocca ci sono di tentacoli, però. Che fremono. Forse è un ghigno, ti ritrovi a pensare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:8pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Poi, più niente. È il buio.</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/melquiadesthegypsy.wordpress.com/18/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=melquiadesthegypsy.wordpress.com&blog=520278&post=18&subd=melquiadesthegypsy&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Quello che ho imparato nonostante la scuola</title>
		<link>http://melquiadesthegypsy.wordpress.com/2006/11/03/quello-che-ho-imparato-nonostante-la-scuola/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2006 19:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>melquiadesthegypsy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Ovvero la Briscola in sei con le regole del cinque
 
Ci sono quelli che entrano a scuola e tali e quali escono, come se non fosse passato neanche un istante dal giorno in cui hanno varcato per la prima volta la soglia del liceo. Ma, per mia fortuna, non credo di potermi considerare uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">Ovvero la Briscola in sei con le regole del cinque</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">Ci sono quelli che entrano a scuola e tali e quali escono, come se non fosse passato neanche un istante dal giorno in cui hanno varcato per la prima volta la soglia del liceo. Ma, per mia fortuna, non credo di potermi considerare uno di loro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">In questi cinque anni di liceo qui al Boggio Lera, infatti, posso dire che, chi più chi meno, la maggior parte dei miei professori (e di professori, adesso che sono alla fine del quinto anno, posso dire di averne conosciuti parecchi) mi ha trasmesso qualcosa, nel bene e nel male, influendo più o meno profondamente nella mia vita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">C’è stato il professore che mi ha insegnato cosa volesse dire lavorare duramente per poi vedere premiato il frutto del proprio lavoro; c’è stato il professore che mi ha fatto capire l’importanza di un approccio multidisciplinare allo studio; il professore che mi ha trattato da adulto, dandomi la possibilità di gestirmi da solo le mie ore di studio; il professore che mi ha mostrato come, analizzando ogni singolo minuscolo mattoncino elementare che compone una questione, anche le cose che più diamo per scontate non siano affatto così scontate (chi l’avrebbe mai detto, ad esempio, che i verbi, proprio come gli elementi chimici, hanno una loro valenza?); c’è stata la professoressa che mi ha ricordato cosa volesse dire stare con la testa fra le nuvole, dimostrandomi che si può essere così anche se si hanno i piedi per terra; c’è stata la professoressa che mi ha fatto odiare la materia che l’anno precedente e per tutti e tre gli anni seguenti ho amato alla follia (una materia secondo la quale quando camminiamo è il mondo stesso che ci spinge); c’è stata la professoressa che</span><span id="more-1"></span><span style="font-family:Arial;"> mi ha trasmesso una serie vuota e sterile di nozioni da chi vuol essere milionario; c’è stata la professoressa che non è riuscita a farmi capire per niente la sua materia, che rimane tuttora avvolta da un affascinante velo di mistero (e mi sembra quasi un atto sacrilego anche il solo pensare di volerlo squarciare).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">Insomma, in questi cinque anni ho capito che esistono vari tipi di professori, che possono essere distinti in base a quello che riescono a trasmettere ad un alunno. Ci sono quei professori che non riescono a trasmettere assolutamente nulla. Quelli che non riescono ad andare al di là dei loro programmini compilati dal Ministero. Ci sono quelli che, pur non insegnando niente, riescono a fare crescere un alunno dentro, facendolo riflettere e maturare. E poi ci sono quei professori che riescono contemporaneamente ad insegnare la loro materia e a trasmettere all’alunno la passione per questa materia, facendolo diventare addirittura suo complice nell’analisi di certe questioni. Questi ultimi professori sono quelli che vengono definiti dei professori bravi, motivati, o chissà che.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">Ma non importa, non è di questo che si occupa il nostro articolo. Il nostro articolo, infatti, si occupa del problema principale di ogni alunno: la gestione dell’immane flusso di informazioni, curiosità e, in certi casi, addirittura valori provenienti dalla moltitudine di professori che lo circondano. Questi dati (se così vogliamo chiamarli) sono veramente troppi, e, se non adeguatamente filtrati, rischiano addirittura di far scoppiare il cervello del povero alunno. Ecco che, quindi, l’alunno ha evoluto un proprio sistema di autodifesa che scatta nel momento stesso in cui il flusso di dati si interrompe o, in certi casi estremi, anche quando è ancora in corso (mentre il professore, cioè, sta ancora cercando di spiegare): la briscola in sei con le regole del cinque. L’alunno che attiva per primo questo meccanismo cerca immediatamente nei suoi compagni dei segnali che indichino insofferenza verso gli stimoli provenienti dal professore. Se ne trova un numero sufficiente, seleziona un numero di cinque compagni per “armare un seggio”. Dopodiché, inizia il gioco: dopo aver deciso chi fa carte, si levano i due dal mazzo e si danno sei carte a testa. In base alle carte che si hanno, si inizia una specie di asta in cui si passa oppure si dichiara il punteggio che si ritiene di poter fare con quelle carte. L’asta serve ad aggiudicarsi il diritto di scegliere il seme della briscola. Si passa quindi al cosiddetto “giro morto”, in cui si butta una carta in base a quella che si suppone possa essere la briscola. Alla fine del giro morto, chi ha vinto l’asta decide chi prende, dichiarando il seme della briscola e “chiamando” una carta, il cui possessore sarà il suo compagno, che deve giocare favorendo chi l’ha chiamato, ma senza farsi scoprire dagli altri. Una volta chiamato il compagno, si gioca con le normali regole della briscola.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">Essendo questo l’ultimo anno, la nostra mente era stracolma di dati, e, di conseguenza, il meccanismo di autodifesa si è attivato più spesso del solito. Siamo così giunti a stilare addirittura una serie di regole, qui riunite in un prontuario, basilari. Il non rispetto di queste elementari regole è in grado di provocare urla, insulti, risa, ma anche lancio di oggetti vari e, ovviamente, cozzate.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>1.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Con la triade si chiama 91 (per gentile concessione del nonno di Caniglia);</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>2.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Più carichi da soli si tengono;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>3.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Il 7 è <u>fondamentale</u>, e al giro morto non si butta mai;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>4.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Al giro morto se la chiamata va da 81 a 90 il re non si butta, così il cavallo da 91 a 100;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>5.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Se chi chiama esce di scartina al giro morto, è probabile che questa sia la briscola, e quindi va superata;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>6.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Se la chiamata è 118 e si ha una donna accompagnata da un’altra figura o da un 7, questa va buttata al giro morto, altrimenti è “senza punto” e si paga doppio (ma l’alunno non gioca con i soldi);</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>7.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Se chiama Tenerello c’è una base fuori;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>8.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Regola “Di Francesco”: un carico alla fine lo porta sempre;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Arial;"><span>9.<span>      </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Se è carte a terra e il compagno è Cinquerrui, non è detto che si vinca.</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:9pt;text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">Glossario:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:81pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Base: </span><span style="font-family:Arial;">L’insieme delle carte che escono durante un singolo giro. Molto comuni sono le lamentele nel caso in cui la base viene fatta con una scartina o, al contrario, nel caso in cui con una briscola alta si fa una base con pochi punti;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:81pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Carte a terra: </span><span style="font-family:Arial;">Quando le briscole di valore più alto sono possedute da chi ha chiamato e dal suo compagno, si “buttano le carte a terra”, perché la vittoria è matematica;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:81pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Chiamare: </span><span style="font-family:Arial;">Dichiarare la carta che si sceglie come compagno;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:81pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Compagno: </span><span style="font-family:Arial;">Colui che viene chiamato;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:81pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Portare: </span><span style="font-family:Arial;">Si usa così per indicare il possesso di una carta che prima o poi si giocherà;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:81pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Scartina: </span><span style="font-family:Arial;">Carta molto bassa (4, 5 o 6), di nessun valore, ma utile se del seme della briscola;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:81pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><span style="font-family:Arial;">Triade</span><span style="font-family:Arial;">: Donna, cavallo e re. Si chiama 91 perché uno dei due carichi mancanti spesso esce al giro morto;</span><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:9pt;"><span style="font-family:Arial;">Si ringraziano per la collaborazione:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-family:Arial;">Carlo Caffarelli;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-family:Arial;">Il gruppo della briscola;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:45pt;text-align:justify;text-indent:-18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span>        </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-family:Arial;">Il professore Menza (quello dei mattoncini elementari).</span></p>
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